L’Associazione culturale “Lilliput” nasce grazie alla forza di volontà dei soci fondatori unita all’esperienza decennale degli stessi nella partecipazione alla manifestazione folkloristica-culturale più rappresentativa del territorio jonico qual è quella del Carnevale.
ancora oggi, infatti, a più di cinquant’anni di distanza dalla prima edizione, per noi massafresi è sconvolgente vedere come il Carnevale riesca a creare una così magica atmosfera….una festa che coinvolge tutti, dai più piccoli ai più grandi. Ogni anno i maestri cartapestai, assieme ai loro staff dei quali i membri dell’Associazione hanno fatto parte a pieno titolo, rintanati nei capannoni, dove nasce una grande famiglia, condividendo tante ore insieme, soprattutto quelle della notte e della “domenica”, hanno creato con grande maestria i carri allegorici, degni di essere considerati delle vere e proprie opere d’arte.
Da allora, ogni anno, si rinnova, fra difficoltà logistiche ed organizzative, ma sempre vivo, lo spirito goliardico massafrese che ha permesso ai soci fondatori dell’associazione di ideare e portare a realizzazione una serie di manifestazioni collaterali che coinvolgono migliaia di figuranti in esibizioni danzanti e cortei animati sfilando lungo le vie della città e di quelle dell’intero arco jonico.
Le manifestazioni messe in scena dell’Associazione non pretendono di essere sfilate carnevalesche né rievocazioni storico-culturali, bensì hanno insita l’idea di proporre sul territorio, in considerazione della particolare rilevanza culturale in ambito regionale e nazionale della manifestazione, un nuovo modo di intendere l’arte della danza e della musica proprio attraverso coreografie che scenografi e ballerini creano ad hoc per gli eventi con la diretta partecipazione degli stessi nonché di gruppi organizzati, istituti d’arte, istituti scolastici, centri culturali i quali, coinvolgendo migliaia di persone, si impegnano ad inscenare delle danze in costume particolarmente curate nel genere.

L’Associazione Lilluput ha effettuato un attento studio dell’evento, della tradizione, della nostra identità culturale, in un contesto di coesione sociale molto particolare, che ha forgiato la nostra esperienza nel settore e, soprattutto, di coloro che girano intorno allo stesso e che potrebbero essere considerati FIGURANTI, da sempre segregati in un ruolo del tutto secondario e fine a se stesso. Il nostro è stato considerato, da ormai cinquant’anni, il “Carnevale del popolo”, l’evento per eccellenza di tutti e di tutto. Non ci sono mai state transenne a segnare un ipotetico percorso, limiti e/o leggi da rispettare se non quelle della civile convivenza, insomma quasi tutto era permesso.

I carri allegorici realizzati inizialmente vedevano quali temi predominanti la politica locale, l’agricoltura, la guerra, lo spettacolo; la loro caratteristica è stata sempre quella delle ragguardevoli proporzioni con cui si era realizzati tanto da essere difficili nel trasporto per le vie del paese, allora di piccole dimensioni e prive di qualsivoglia effetto luminoso che ne agevolasse il passaggio. Ma la popolazione era sempre lì, presente e coinvolta fin dal primo giorno di festeggiamenti, gente che sentiva con la propria coscienza la particolarità di potersi travestire, ballare e sfrenare a ritmo di musica. Tutto nella tradizione locale, in quei particolari giorni, cambiava radicalmente: dallo stile di vita alla cucina tipica, dai costumi ai travestimenti ideati pochi minuti prima che venissero indossati.
